Grande regalo di compleanno

Il 27 gennaio ho festeggiato 40 anni e per regalo ho cominciato una fase di guarigione molto profonda che arriva a 40? 38? 36? anni fa…

Tutta una serie di coincidenze mi ha fatto ascoltare la (o le) bambina piccola che ha sofferto della mancanza di amore, affetto e attenzione.

Proviamo a pensarci, razionalmente.

Arriviamo su un pianeta. Ricordiamo tutto. Sappiamo chi siamo, cioè amore. Abbiamo appena lasciato l’amore vero, l’amore essenziale, sappiamo che tutto è amore, puro, pieno, esistenziale. Non conosciamo altro.

E come tale, ci aspettiamo questo.

Invece, vuoi per sfiga, o vuoi per altri motivi che andremo a scoprire 40 anni dopo, abbiamo deciso di affidarci ad una famiglia e a dei genitori che non ce la fanno.

Non è che non vogliono, non è che non sono in grado, semplicemente non ce la fanno, perché magari non sono stati amati loro stessi, oppure perché non hanno il tempo perché devono lavorare, e anche magari perché devono stare attenti e dare amore e affetto a qualcun altro (un fratello o una sorella).

E noi, piccoli esseri che conosciamo solo amore, ci sentiamo spaesati, urliamo di dolore, sentiamo per la prima volta paura, viviamo un trauma incredibile di separazione.

Queste emozioni di paura, dolore, trauma andranno a intaccare il nostro corpo energetico per tutti gli anni a venire. Si frantumeranno in diversi pezzettini e andranno a sedimentarsi nel nascosto del nostro inconscio.

Ce ne dimenticheremo di questi pianti, di queste urla, di queste sofferenze.

Ma saranno sempre presenti, e si ripresenteranno sotto altri aspetti, più subdoli, come chiusura, incapacità di amare, bassa autostima, tristezza, magari depressione.

Potremmo passare attraverso lunghi periodi di rabbia repressa, insoddisfazione personale, frustrazione senza capire da dove cavolo viene tutta questa emotività latente e apparentemente senza senso.

Questa in foto sono io. Che so, avrò forse 2 anni? È una bellissima foto, mi ricorda l’amore che voglio, l’amore di mamma, l’attenzione, la serenità. Ho da poco iniziato una terapia alternativa, attraverso la fotografia mia grande passione. Ho posto quindi questo ritaglio di fotografia che è passata, negli anni, dall’album fotografico di famiglia a vari miei portafogli, fino ad essere attaccata al mio frigo qui in casa.

Ora l’ho presa e l’ho messa vicina ad un grande cuore, e l’ho posta sul mio altare. E giusto ieri, con la luce gentile di una piccola candela, un’ombra si è fatta avanti ad indicare LEI. La mia piccolina.

La mia piccolina me. Sento tanto amore nei suoi confronti, e mi fa impazzire il pensiero che abbia pensato anche solo un instante di non essere amata, di non essere coccolata, di sentirsi persa, non accolta, impaurita. Penso anche che incredibile forza esiste in me se sono riuscita a “sopravvivere” queste esperienze, ad un’età così tenera.

Poca roba, confronto alle storie immonde che si sentono in giro. Abusi, privazioni, cose che la mente non vuole vedere.

Ma quella poca roba ha avuto un effetto risonante in tutti questi anni, ed ora io DECIDO di andare oltre e di sanare questo passato attraverso la forma di energia più potente del mondo: l’AMORE.

Decido. Vivo. Sento.

Siamo coscienza

Siamo unità

Siamo energia

Siamo potenza

Siamo amore

Ci incarniamo, cadiamo in dimensioni inferiori, per fare esperienza, per evolvere, insieme

E dimentichiamo

Cominciamo a fare esperienze dolorose fatte di emozioni negative, giudizio, dolore, mancanze varie

Poi forse abbiamo la fortuna di ricordare, visto che dentro di noi la scintilla ogni tanto si riaccende

E ricordiamo

E sentiamo

E ci sentiamo nuovamente in quel flusso di amore e abbondanza che va oltre i sensi conosciuti dalla mente

Ci servono tante esperienze per ricordarci

Una sola volta non basta, la mente altrimenti non ricorda, fa fatica, fa gli sgambetti

E capita a volte di notare la differenza di energia tra la vera realtà, fatta di amore, pace, coesione e l’energia illusoria della matrix. Una volta uscita dalla connessione col tutto, una volta che torni nel tuo corpo fisico amato, ritornano le memorie di dolore, di mancanza, di sofferenza, di giudizio.

Esistono, ma sono illusioni.

E poco a poco ti rendi conto che la tua vera essenza è oltre queste illusioni, solo che… sono tante. Sono dentro di te. Sono nelle tue cellule. Sono nascoste agli occhi. E talvolta, le nascondiamo noi stessi ai nostri occhi, e al nostro cuore, perché non ci piacciono, perché ci fanno male, troppo male….

Magari sono anche di vite precedenti, quindi non le conosciamo razionalmente in questa vita..

Ci vuole tempo.

Ricordarsi della maestosità della nostra essenza non è facile, né tanto meno è facile ricordarsi o accorgersi del bagaglio di sofferenze che ci portiamo dentro di noi per fare queste benedette esperienze.

Per questo per me la meditazione è fondamentale. Per ricordarmi. Per lasciare questa illusione dolorosa della matrix. Va da sé che ovviamente non posso passare 24h al giorno a meditare, né posso far finta per sempre al dolore che porto dentro.

E allora decido: osservo e accetto. Ascolto e respiro.

Il dado è tratto. Il gioco continua.

Decido. Vivo. Sento.

IO SONO responsabile

Ho passato il passaggio dell’anno in un’energia difficilissima da gestire.

Nella non accettazione.

Nel rifiuto.

Nel dubbio.

L’altro questionava qualsiasi cosa io fossi, facessi, dicessi, guardassi, mangiassi.

Nel mio nuovo essere, accettavo. Sorridevo. Incassavo. Subivo.

Successivamente ho cominciato a colpevolizzare questo suo comportamento. Era colpa sua se era successo questo, colpa sua se si erano create queste situazioni, era lui che non mi capiva, che non mi accettava.

Mentre io, passivamente, incassavo. Accettavo.

Ovviamente la conseguenza è stata una fortissima perdita di potere, avevo il terzo chakra distrutto, un’ansia incredibile, e ci ho messo giorni per riprendermi. E il bello è che non sapevo neanche il perchè!

Il cambio di direzione è avvenuto quando ho compreso che la responsabilità di tutto è stata mia al 100%.

E’ stata una MIA decisione sperimentare, esperire questo tipo di situazione, e aver consapevolizzato questo mi ha riportato al mio centro.

E’ MIA responsabilità se tutto questo è accaduto, non per causa dell’altro.

Ed il mio potere, è tornato a circolare. Il terzo chakra non fa più male. Sono tornata viva, fluente.

Di nuovo, palla al centro.

La vita continua, anche senza essere accettata per chi sono, quello che penso, dico, come mi vesto, chi seguo, cosa ascolto, come ballo.

Non è facile, soprattutto per chi come me è rimasta nel ring in solitudine. O apparente tale.

Ogni volta che una situazione difficile fa capolino all’orizzonte, le nubi nere spazzano via ogni minima sensazione positiva, successo, traguardo raggiunto (e nel 2020 per me ne sono avvenuti tanti, grazie a Dio!). Come se cadessi in un vortice nero che mi facesse scordare tutto il meraviglioso essere che sono, che ho vissuto, che vive, circondata da esseri meravigliosi che sono sempre assieme a noi!

Credo faccia parte del percorso.

Questi buchi neri in cui cadiamo, costantemente, a prescindere che facciamo grandi o piccoli lavori interiori/energetici/spirituali oppure no. Ci stanno, fanno parte del cammino, e accettarli, così come accettare i nostri “difetti” credo rientri nella “to do list”.

Accettiamo, quindi, i nostri buchi neri, sapendo che: